Il progetto educativo

Il progetto come laboratorio permanente.

La finalità principale del nido dovrebbe essere, oltre all’accudire e all’aver cura dei bambini, quella di rafforzarne il senso di identità (la rappresentazione che ogni individuo crea di sé) attraverso il riconoscimento del gruppo dei pari e degli adulti tramite esperienze piacevoli in un ambiente piacevole.

Come perseguire questo obiettivo?

Le teorie che guidano il nostro operato ci insegnano a progettare e costruire percorsi e attività per un bambino competente, attivo e partecipe. Non si predefiniscono quindi obiettivi individuali e di gruppo da raggiungere (come a scuola), ma si presta attenzione al processo relazionale attraverso il quale i bambini e gli adulti costruiranno il loro sapere (camminare, mangiare, dormire ma anche saper stare insieme e instaurare relazioni di affetto e fiducia con gli adulti, sviluppare la creatività e acquisire nuove competenze).

Alcuni concetti generali per noi importanti

I bisogni del bambino:

  • emotivi (di sicurezza)
  • cognitivi (acquisizione di competenze, sviluppo del pensiero, del linguaggio..)
  • sociali (costruzione del sé e delle relazioni)

A tali bisogni corrispondono degli obiettivi generali del servizio-nido:

  • favorire la conoscenza di sé, del proprio corpo…(attività psicomotoria un giorno alla settimana)
  • acquisire autonomia nell’alimentazione, abbigliamento, igiene…
  • sviluppare il linguaggio (da quest anno corso di propedeutica alla lingua inglese)
  • ampliare capacità percettive e sensoriali
  • favorire la creatività, la libera espressione e la socializzazione

In tal senso si progettano spazi (flessibili ma che rispettino la privacy..), tempi (orari del centro, scansione della giornata) e gruppi (omogenei per età o intergruppi) in un percorso che si costruisce tutti insieme: il progetto.
Progettare significa essere capaci di dare un senso alle varie occasioni e ai vari interventi educativi sulla base di precise scelte operative, che siano congruenti con una precisa consapevolezza.
Il tutto con riferimento alle teorie del socio-costruttivismo per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo e sociale, della pedagogia relazionale per ciò che concerne il progetto delle attività, le modalità di relazione in piccoli gruppi e il ruolo di osservatore-documentatore dell’educatrice e della psicoanalisi per l’analisi e l’interpretazione dei vissuti.